Dalla fragilità alla possibilità: CESVI porta la propria esperienza nella protezione dell’infanzia in Parlamento

Nella giornata di mercoledì 23 settembre 2026, CESVI ha portato la propria voce sullo stato delle periferie in Italia attraverso una riflessione sulla povertà relazionale e la vulnerabilità nell’infanzia e nelle famiglie, in occasione dell’audizione di fronte alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, presso la Camera dei Deputati.

Ad aprire l’intervento è stata la proiezione dell’anteprima del docufilm “A un passo dal domani” realizzato da CESVI e Factanza Media: un racconto che porta al centro le esperienze e le voci dei beneficiari del Programma delle Case del Sorriso e degli operatori che ci lavorano, e che mostra quanto il luogo in cui si cresce, le opportunità a disposizione e soprattutto la presenza di relazioni solide possano incidere sulla quotidianità e sul futuro.

A seguire, Valeria Emmi, Head of Strategy, Politics & Institutional Relations CESVI, ed Erica Bertero, Advocacy & Institutional Relations Senior Specialist CESVI, hanno raccontato alla Commissione le sfide che bambini e bambine, adolescenti e famiglie affrontano oggi in molte periferie italiane.

Un quadro che emerge anche dall’ultima edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento alla cura all’infanzia in Italia di CESVI, con focus “Generazione Sola”, quindi una generazione che cresce in una società in cui i legami sono più fragili.

In proposito le rappresentanti di CESVI hanno dichiarato: «La periferia non è solo fisica: la periferia è una distanza che bambini e ragazzi vivono anche nella loro quotidianità».

Ed è proprio qui che la qualità delle relazioni diventa un fattore di protezione.

Da questa consapevolezza nasce il Programma delle Case del Sorriso di CESVI, che in Italia opera nelle periferie di Siracusa, Bari, Napoli e Milano.

Nelle periferie, infatti, dove ci sono poche opportunità educative, pochi spazi sicuri e curati, pochi adulti di riferimento e reti territoriali frammentate, le Case del Sorriso rappresentano spazi di protezione, dei veri e propri porti sicuri.

Al loro interno, educatori e psicologi accompagnano bambini e famiglie attraverso spazi di ascolto, sostegno alla genitorialità, laboratori, percorsi individuali e familiari, e iniziative sociali e culturali.

Fondamentali sono i gruppi di parola, particolarmente importanti nel lavoro con gli adolescenti: rappresentano dei momenti in cui i giovani possono confrontarsi tra pari, accompagnati da educatori, dando un nome alle proprie emozioni, condividendo difficoltà e scoprendo di non essere soli.

Sulla base di questi dati e in base all’esperienza di CESVI nelle periferie italiane, accanto a bambini, bambine e famiglie particolarmente esposti a vulnerabilità, CESVI ha infine presentato alla Commissione l’importanza di presìdi socio-educativi stabili nei quartieri più vulnerabili, e la presenza di adulti “sentinella”, capaci di intercettare tempestivamente i segnali di disagio, ascoltare e accompagnare chi ne ha bisogno verso i servizi disponibili.

Perché un luogo non è sufficiente: serve costruire una comunità di cura, ossia, una rete di collaborazione tra scuole, servizi sociali e territoriali, Terzo Settore, e istituzioni, perché nessun bambino debba affrontare da solo le difficoltà del proprio percorso di crescita.

CESVI ringrazia vivamente la Commissione per l’interesse e la sensibilità dimostrati verso i temi trattati e per l’opportunità di portare, in una sede istituzionale e di confronto concreto, la propria esperienza e il proprio impegno a favore dell’infanzia in Italia. Ha rappresentato un’occasione importante per condividere il lavoro portato avanti attraverso il Programma delle Case del Sorriso e le evidenze emerse dalla settima edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia, contribuendo alla riflessione su politiche e interventi capaci di rafforzare le reti di protezione per bambini, bambine e famiglie nei territori più vulnerabili.

È possibile rivedere l’audizione al seguente link: