Un insegnante non trasmette soltanto conoscenze. Ascolta, incoraggia, riconosce le difficoltà e aiuta bambini e bambine a immaginare un futuro possibile. In occasione della Giornata Mondiale degli Insegnanti, il 5 ottobre, celebriamo chi ogni giorno si impegna nel costruire spazi di protezione, di crescita e di speranza.
Istituita nel 1966, quest’anno ricorre il 60º anniversario della Giornata, un’occasione per tornare a parlare non soltanto dell’importanza degli insegnanti, ma anche del sostegno e riconoscimento che la loro professione merita.
Oggi gli insegnanti sono infatti chiamati ad affrontare sfide sempre più complesse: tecnologie digitali e intelligenza artificiale, cambiamenti climatici, conflitti e disuguaglianze stanno trasformando il modo di vivere e di imparare. E, in molti contesti, alle nuove responsabilità si aggiungono carichi di lavoro elevati, condizioni difficili e una crescente necessità di formazione e supporto.
Per questi motivi è fondamentale riconoscere e valorizzare il ruolo degli insegnanti nella società, soprattutto perché stare accanto agli insegnanti significa stare accanto ai bambini.
Per un bambino che vive in una situazione di povertà, conflitto o emergenza, andare a scuola non significa soltanto imparare a leggere, scrivere o fare di conto.
Significa avere un luogo sicuro, ritrovare una quotidianità, stare insieme agli altri. Avere davanti a sé una persona adulta capace di ascoltare e accompagnare.
CESVI, un impegno concreto per l’infanzia
Da anni, CESVI si impegna per garantire a bambini e bambine in condizioni di vulnerabilità opportunità educative e formative, in Italia e nel mondo.
Nelle Case del Sorriso, l’educazione si intreccia con attività ricreative, supporto psicosociale, ascolto e protezione, offrendo ai bambini spazi sicuri in cui poter crescere liberamente e costruire nuove possibilità per il proprio futuro. In questo percorso, gli educatori sono una parte indispensabile.
Lo sono quando accompagnano un bambino che ha vissuto un trauma. Quando riescono a creare un ambiente inclusivo. Quando aiutano una ragazza a credere nelle proprie capacità. Quando trasformano un gruppo di bambini e adolescenti in una comunità.
L’educazione è un diritto fondamentale e uno degli strumenti più potenti per costruire società più inclusive, pacifiche e resilienti.
Ma non possiamo parlare di diritto all’educazione senza parlare di chi, ogni giorno, rende quel diritto concreto.
Avere degli adulti di riferimento durante la crescita aiuta anche a dare un esempio positivo ai bambini e agli adolescenti con cui interagiscono ogni giorno.
Lo raccontano le parole di Caio, prima beneficiario e ora insegnante nella Casa del Sorriso di CESVI in Brasile.
«È uno spazio artistico per comporre, per creare, unirsi a persone che occupano lo stesso spazio, che lavorano e studiano qui. È così che ho trovato la mia forza», e continua «Qui seguivo corsi di musica e formazioni con Bruno, facendo pratica in gruppi musicali. Ed è allora che ho iniziato a capire che le canzoni su cui lavoriamo sono canzoni di resistenza. Sono canzoni che parlano della nostra realtà».
E come loro, molti altri bambini e bambine nelle Case del Sorriso in Italia e nel mondo sognano di poter restituire, un giorno, l’amore, la cura e le opportunità che hanno ricevuto. Parlano di voler diventare educatori, proprio come quelli che li seguono, ed essere, a loro volta, una presenza capace di dare sostegno ed aprire nuove strade ad altri bambini e bambine.
In occasione di questa Giornata serve dunque ricordare che investire negli insegnanti significa investire nei bambini e nelle bambine. Perché dietro ogni insegnante c’è una generazione che sta imparando a conoscere il mondo. E dietro ogni bambino che impara, c’è la possibilità di un futuro diverso.


