In Myanmar l’istruzione non rappresenta solo un diritto: significa sopravvivenza.
Da quasi cinque anni, dallo scoppio del conflitto interno nel febbraio 2021, il Paese è precipitato in una crisi umanitaria sempre più complessa, alimentata da conflitto, instabilità economica, disastri naturali e collasso dei servizi essenziali.
Oggi 16,2 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria, tra cui quasi 5 milioni di bambini. Più della metà della popolazione vive in aree esposte al conflitto e la sicurezza dei civili continua a peggiorare. A questo si aggiunge l’impatto devastante del terremoto di magnitudo 7.7 che nel marzo 2025 ha colpito il Paese, danneggiando infrastrutture e aggravando bisogni già enormi.
La guerra e la violenza hanno provocato un’escalation di sfollamenti: 3,6 milioni di persone sono state costrette a lasciare la propria casa, trovando rifugio in ripari informali e insicuri, senza accesso adeguato a cibo, cure sanitarie e acqua pulita.
In questo contesto, l’istruzione dei più piccoli è fortemente compromessa: quasi 1 bambino su 3 in età scolare non frequenta la scuola e le percentuali aumentano drammaticamente tra i più vulnerabili, come le comunità di sfollati interni.
Le ragioni sono molteplici: scuole chiuse per i combattimenti, edifici distrutti o danneggiati, insegnanti assenti, costi scolastici diventati insostenibili. E quando la scuola non c’è più, i bambini restano esposti a rischi gravissimi: reclutamento forzato, lavoro minorile, matrimoni precoci, violenza e sfruttamento.
Riportare la scuola al centro della vita dei bambini: l’impegno di CESVI e UE
La crisi educativa in Myanmar ha dimensioni enormi. Si stima che 3,5 milioni di persone (quasi tutti bambini) abbiano bisogno di interventi di supporto educativo, mentre l’insicurezza e gli attacchi continui rendono impossibile garantire continuità scolastica.
Il terremoto del marzo 2025 ha peggiorato ulteriormente la situazione, danneggiando più di 24.200 infrastrutture, tra cui scuole e spazi educativi, in 422 villaggi. E quando gli spazi sicuri scompaiono, cresce anche il trauma: bambini e adolescenti vivono paura, stress, separazioni familiari e perdita di riferimenti.
In un Paese dove la scuola spesso non è più accessibile, CESVI e l’Unione europea lavorano per garantire continuità educativa e protezione ai minori più vulnerabili, nelle aree colpite dal conflitto.
Con il progetto CO-LEARNS Plus, realizzato con il sostegno dell’UE, CESVI è intervenuta in particolare nelle regioni di Magway e Sagaing, sostenendo un modello educativo basato sulle comunità e sulla resilienza locale.
Nelle zone dove le scuole formali non funzionano regolarmente o sono chiuse, CESVI ha sostenuto 100 centri di apprendimento comunitari, spazi creati e gestiti localmente per permettere ai bambini di continuare a studiare e recuperare gli anni scolastici perduti.
Grazie a questo intervento, oltre 12.000 bambini e bambine hanno potuto seguire un percorso educativo completo in ciascun ciclo principale di attività, con il coinvolgimento anche di adolescenti e ragazzi più grandi, spesso esclusi dai percorsi tradizionali.
Per rendere questi luoghi più accoglienti e utili, CESVI ha anche distribuito materiali educativi e strumenti per attività ricreative.
In emergenza, l’istruzione non serve solo a imparare: è anche un modo per sentirsi al sicuro. Per questo abbiamo investito nella formazione e nel sostegno di 300 insegnanti e tutor comunitari, rafforzandone le capacità di riconoscere segnali di disagio e accompagnare bambini colpiti da stress e traumi.
Accanto alle lezioni sono state promosse attività espressive e ricreative – sport, giochi, racconti, momenti creativi – utili per ricostruire fiducia e relazioni positive.
Perché l’istruzione è un’urgenza umanitaria
Senza istruzione, i bambini perdono molto più della scuola: perdono opportunità, protezione, stabilità e futuro. In Myanmar, dove la crisi continua a spingere famiglie oltre il limite, garantire l’accesso a un’educazione sicura significa anche prevenire violenze, sfruttamento e marginalizzazione.
In occasione della Giornata Mondiale dell’Istruzione, CESVI e l’Unione europea rinnovano il proprio impegno accanto ai bambini e alle comunità del Myanmar: perché imparare, anche in emergenza, può essere il primo passo per tornare a vivere.