Nel 2025, almeno 1.187 operatori umanitari sono stati vittime di gravi incidenti di sicurezza e 350 hanno perso la vita mentre svolgevano il proprio lavoro, segnando il secondo bilancio più alto mai registrato.
Sono numeri che evidenziano i rischi crescenti a cui sono esposte le persone impegnate ogni giorno a salvare vite, alleviare le sofferenze e tutelare la dignità umana nei contesti di crisi.
In vista della Conferenza internazionale sulla protezione degli operatori umanitari (International Conference on the Protection of Aid Workers – PAW), in programma il 15 e 16 ottobre e organizzata congiuntamente dalla Commissione europea e dalla Presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea, CESVI si unisce a VOICE e ad altre 67 organizzazioni e reti umanitarie per chiedere all’Unione europea e ai suoi Stati membri di tradurre gli impegni assunti in azioni concrete.
Attraverso il Joint Statement “Protecting Those Who Protect: A Joint NGO Statement for Humanitarian Workers’ Safety”, CESVI insieme alle altre organizzazioni firmatarie richiamano l’attenzione sull’urgente necessità di rafforzare la protezione del personale umanitario, garantire il rispetto del diritto internazionale umanitario e contrastare l’impunità per le violazioni, assicurando al tempo stesso condizioni di finanziamento e partenariato che permettano agli operatori di svolgere il proprio lavoro in sicurezza.
Proteggere gli operatori umanitari significa anche garantire che gli aiuti possano continuare a raggiungere milioni di persone che ne hanno bisogno.
Leggi il Joint Statement qua sotto:
Protecting Those Who Protect: A Joint NGO Statement for Humanitarian Workers’ Safety.