Giornata Mondiale dell’Acqua: milioni di persone ancora senza accesso all’acqua

Una persona su quattro nel mondo non ha ancora accesso all’acqua potabile: si tratta oltre 2,1 miliardi di persone. Un dato che racconta l’urgenza della sfida globale legata all’acqua e ai servizi igienico-sanitari, al centro della Giornata Mondiale dell’Acqua che ricorre il 22 marzo.

Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, miliardi di persone continuano a vivere senza servizi essenziali di acqua, igiene e sanità. Le disuguaglianze nel mondo sono profonde: 3,4 miliardi di persone non dispongono di servizi igienico-sanitari gestiti in modo sicuro e 1,7 miliardi non hanno nemmeno servizi igienici di base nelle proprie abitazioni (OMS e UNICEF).

Crisi climatica e acqua: un’emergenza globale

La crisi climatica sta alterando profondamente il ciclo dell’acqua, rendendolo sempre più imprevedibile ed estremo. In alcune aree del pianeta si moltiplicano le siccità prolungate, in altre aumentano le alluvioni devastanti. È il paradosso dell’acqua: troppa o troppo poca.

I ghiacciai stanno scomparendo e, con loro, una delle principali riserve idriche del pianeta. La loro fusione accelera eventi estremi, mettendo a rischio intere comunità.

A causare tutto questo è l’azione dell’uomo che crea un altro paradosso: chi contribuisce meno alle emissioni globali è spesso chi paga il prezzo più alto, è questa la realtà dell’ingiustizia climatica.

Etiopia: la siccità che alimenta fame e migrazioni

In Etiopia, la crisi climatica si manifesta soprattutto attraverso la siccità. Nella regione di Borena, nel sud del Paese, dopo sei stagioni delle piogge insufficienti, quasi un milione di persone non ha accesso sufficiente all’acqua. Le conseguenze sono drammatiche: pascoli distrutti, fonti idriche prosciugate, bestiame decimato, migrazione forzata. Per le famiglie di pastori, la perdita degli animali corrisponde alla perdita dell’unica fonte di sostentamento.

Oggi nel Paese sono 10 milioni le persone che soffrono di fame e malnutrizione (1 bambino su 2 è malnutrito) e l’81% delle famiglie non ha accesso regolare all’acqua potabile.

La crisi è aggravata dall’irregolarità delle piogge: se in alcune zone mancano per mesi, in altre provocano inondazioni improvvise che distruggono raccolti e villaggi. In questo contesto, l’acqua diventa una questione di sopravvivenza quotidiana, soprattutto per i bambini, che sono i più colpiti dalla malnutrizione e dalla mancanza di risorse.

CESVI è attiva in Etiopia dal 2021 per rafforzare la resilienza delle comunità più vulnerabili, attraverso interventi che combinano sicurezza alimentare, gestione sostenibile delle risorse naturali e adattamento climatico. Dalla distribuzione di aiuti immediati alla promozione di pratiche agricole “climate-smart”, fino al rafforzamento delle capacità locali di risposta agli shock climatici, l’obiettivo è costruire mezzi di vita stabili e dignitosi.

Pakistan: quando l’acqua distrugge

Se in Etiopia l’acqua manca, in Pakistan è troppa e sempre più violenta. Tra giugno e settembre 2025, piogge monsoniche eccezionali hanno causato una delle peggiori alluvioni degli ultimi anni. Oltre 6,9 milioni di persone sono state colpite, più di mille hanno perso la vita e quasi 3 milioni sono state costrette a lasciare le proprie case.

Le acque hanno distrutto centinaia di migliaia di abitazioni, milioni di ettari di terreno. Le inondazioni non solo devastano le comunità, ma compromettono anche l’accesso all’acqua sicura, contaminando le fonti e aumentando il rischio di malattie.

Le conseguenze anche in questo caso si riflettono su sicurezza alimentare, salute e igiene: 11 milioni di persone affrontano infatti livelli acuti di insicurezza alimentare, mentre quasi 3 milioni hanno bisogno urgente di assistenza umanitaria.

CESVI opera in Pakistan dal 2005, con oltre 50 interventi realizzati e circa 2,5 milioni di beneficiari raggiunti. Oggi è impegnata soprattutto nelle aree più vulnerabili per rafforzare la prevenzione, la preparazione alle emergenze e la resilienza delle comunità, sostenendo anche il ripristino dei mezzi di sussistenza e dei servizi essenziali.

La Giornata Mondiale dell’Acqua ci ricorda che la crisi idrica non è un problema locale, ma una sfida globale che riguarda l’intero pianeta. L’acqua è sempre più al centro delle crisi climatiche e umanitarie: garantire accesso equo e sicuro all’acqua significa proteggere salute, cibo e futuro.

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