Libano, escalation a Beirut: centinaia di vittime e crisi umanitaria sempre più grave

Beirut è tornata sotto attacco. Nelle ultime ore una nuova ondata di raid israeliani ha colpito la capitale e altre aree del Libano, causando decine di morti e centinaia di feriti. Secondo la Croce Rossa, oltre 300 persone risultano coinvolte tra vittime e feriti, mentre i soccorsi sono ancora in corso.

Gli attacchi, tra i più intensi delle ultime settimane, hanno colpito in pochi minuti numerosi obiettivi tra Beirut, il sud del Paese e la valle della Bekaa, interessando anche quartieri densamente abitati. Le esplosioni hanno generato panico e aggravato ulteriormente una situazione già estremamente fragile.

A un mese dall’escalation, il bilancio complessivo continua a peggiorare. Più di 1,1 milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case, in molti casi senza preavviso e senza beni essenziali, mentre centinaia di migliaia vivono oggi in condizioni precarie.

CESVI in prima linea: supporto agli sfollati e protezione dei più vulnerabili

Lo staff di CESVI sul campo sta bene, e in questo contesto sempre più grave continua a rispondere all’emergenza per garantire aiuti urgenti e immediati alla popolazione colpita.

Gli interventi si concentrano in particolare sul supporto alle persone sfollate e alle comunità più vulnerabili, con attività che mirano a garantire un accesso più sicuro e dignitoso all’alloggio e ai servizi di base (distribuzione kit igienico-sanitari con anche prodotti per la salute e l’igiene femminile; kit con materassi e coperte; kit medici; kit ricreativi per i centri di accoglienza collettivi).

Particolare attenzione è rivolta alla protezione di donne e bambini – che rappresentano la maggioranza della popolazione sfollata e sono esposti a rischi crescenti di violenza, sfruttamento e separazione familiare – per rafforzare i meccanismi di protezione e offrire supporto mirato. Un altro ambito chiave è il supporto psicosociale, fondamentale in una crisi segnata da traumi diffusi, stress continuo e perdita dei mezzi di sussistenza. Bambini e adulti vivono infatti condizioni di forte disagio psicologico, aggravate dalla ripetizione degli spostamenti e dall’incertezza sul futuro.

Il rapido deterioramento della situazione umanitaria rende necessario un rafforzamento immediato degli interventi. Continuiamo a monitorare l’evoluzione della crisi per rispondere ai bisogni in costante cambiamento.

Il nostro impegno per proteggere la popolazione civile colpita continua senza sosta in questa nuova drammatica escalation del conflitto. Aiutaci a sostenere la popolazione libanese in questa nuova emergenza: dona ora.