Myanmar: un anno dopo il terremoto, la rinascita passa per le acque del Lago Inle

Un anno fa il Myanmar è stato colpito da un terremoto di magnitudo 7.7 che ha messo in ginocchio il Paese, aggiungendo devastazione a una terra già martoriata da anni di conflitti e instabilità.

CESVI, già presente nel Paese, è intervenuta fin dalle prime ore successive al 28 marzo, attivando immediatamente i propri team sul campo per valutare i danni e identificare i bisogni più urgenti. Questa presenza ha permesso di trasformare rapidamente l’analisi in azione: in pochi giorni è stata avviata una risposta umanitaria su larga scala, raggiungendo le aree più colpite come Shan meridionale, Mandalay e Sagaing.

Nelle prime fasi dell’emergenza, con il supporto dell’Unione Europea, CESVI ha distribuito 104 tonnellate di aiuti essenziali, tra cui 1.000 tende familiari, 1.600 kit per rifugi, 1.600 teli impermeabili, 1.600 set da cucina, 1.000 lampade solari, 1.000 torce solari e 96.000 pastiglie per la purificazione dell’acqua, oltre a 1.500 sacchi di riso. Un intervento che ha permesso di garantire assistenza immediata a oltre 15.000 persone, offrendo riparo, acqua sicura e beni di prima necessità in una fase critica.

Nel corso del 2026 si stima che 16,2 milioni di persone – circa una persona su tre in Myanmar – avranno bisogno di assistenza umanitaria, tra cui 8,4 milioni di donne e 5 milioni di bambini. Allo stesso tempo saranno 8,5 milioni le persone che affronteranno insicurezza alimentare acuta.

La tragedia del terremoto si è abbattuta su un Paese già stremato da una crisi umanitaria senza precedenti: oltre 3,6 milioni di sfollati, di cui un terzo bambini, e più della metà della popolazione esposta a scontri costanti.

In questo scenario CESVI è rimasta in prima linea, accompagnando le comunità dall’emergenza alla ricostruzione.

L’impatto del terremoto nel cuore dello Shan State

Il sisma ha colpito duramente lo Shan State, in particolare l’area del Lago Inle, devastando i floating gardens, fonte di sostentamento per oltre 9.500 famiglie.

Circa il 71% della popolazione locale ha visto la propria vita andare in frantumi: 1.300 abitazioni distrutte, migliaia di sfollati e quasi la metà delle coltivazioni perdute.

Ripari e acqua pulita per ripristinare condizioni di vita dignitose

Grazie al progetto Toward Tomorrow: Recovery in Nyaung Shwe, sostenuto dall’Unione Europea nell’ambito del programma Nexus Response Mechanism (NRM)*, CESVI ha puntato a una ricostruzione sostenibile e sicura. L’intervento, infatti, prevede la ricostruzione di circa 500 abitazioni attraverso un approccio cash-based, che consente alle famiglie di acquistare materiali localmente e partecipare attivamente alla ricostruzione. Le nuove strutture sono case progettate per essere resilienti a future scosse e inondazioni.

Parallelamente per garantire igiene sono state installate 500 latrine con biotank, sistemi innovativi che decompongono i rifiuti evitando l’inquinamento del lago, e 5 impianti di purificazione dell’acqua alimentati a energia solare.

Il progetto sostiene anche la ripresa economica attraverso un insieme di interventi integrati. Assistenza in denaro per la riparazione o sostituzione di barche e attrezzature da pesca e la riabilitazione degli orti galleggianti per 160 famiglie. Gli agricoltori stanno imparando tecniche di Climate-Smart Agriculture, utilizzando sementi sostenibili e biopesticidi per proteggere l’ecosistema fragile del lago. Attraverso il sistema del Cash-for-Work, i membri della comunità sono stati coinvolti direttamente nel ripristino delle piattaforme galleggianti, unendo il sostegno economico immediato alla cura del proprio territorio.

Grazie all’intervento sono state ricostruite 100 case, restituendo dignità a oltre 300 beneficiari diretti. Ma il progetto prosegue per garantire che nessuno venga lasciato indietro in questa fase di ricostruzione e ripartenza del Paese dopo la catastrofe.

 

*Il Nexus Response Mechanism (NRM) è un programma quadriennale finanziato dall’Unione europea e gestito dall’UNOPS, volto a ridurre la vulnerabilità, rafforzare la resilienza e tutelare i diritti delle comunità colpite dai conflitti in tutto il Myanmar.