Nel vasto panorama dei progetti sostenuti dal Fondo per la Repubblica Digitale, COMPASS emerge come un modello capace di coniugare pragmatismo operativo e visione culturale.
Non si tratta di un semplice intervento formativo, ma di una vasta alleanza strategica promossa da CESVI che ha saputo aggregare un network di partner tecnici quali GnuCoop e InTec e ben 52 Organizzazioni Non Profit, con l’obiettivo di trasformare la transizione digitale in una risposta collettiva e coordinata, capace di colmare il divario tecnologico attraverso il rafforzamento delle competenze di chi opera quotidianamente sul campo.
La forza del progetto risiede nella capacità di favorire connessioni tra realtà del terzo settore, che si occupano di ambiti di cura differenti, con l’obiettivo di tradurre le metodologie in riscontri concreti.
“Come CESVI abbiamo capito che al giorno d’oggi il lavoro sociale non può prescindere dallo sviluppo di competenze digitali nelle organizzazioni e negli operatori: saper gestire i dati e avere una solida capacità di coordinamento sono i pilastri che trasformano i progetti in risultati concreti – commenta Alberto Barenghi, Head of National Programmes Unit di CESVI – Con il progetto COMPASS abbiamo messo a disposizione la nostra esperienza consolidata sul territorio italiano, la stessa che guida da anni il programma Formula. Sappiamo bene quanto per le realtà non profit locali sia vitale saper governare i dati per ottimizzare i processi, fare rete e garantire la massima trasparenza ai donatori. Ottimizzare questi aspetti significa, in ultima analisi, liberare tempo e risorse preziose per amplificare l’impatto del nostro aiuto concreto sul campo”.
Il monitoraggio dei risultati evidenzia un solido incremento delle competenze tecniche: ambiti come il data management e il digital fundraising sono diventati strumenti familiari per gli operatori. Il percorso di COMPASS ha reso accessibili tecnologie avanzate, inclusa l’Intelligenza Artificiale, integrandole nel lavoro quotidiano senza sacrificare le soft skills emotive e relazionali, pilastro imprescindibile del Terzo Settore.
I dati confermano l’efficacia di questo approccio: il 76% dei partecipanti ha registrato miglioramenti concreti nella Raccolta Dati, con un picco dell’81% nei corsi di Excel. In particolare, l’incremento medio delle competenze nell’utilizzo dei fogli di calcolo è stato del +25% rispetto al livello di partenza. Questo successo convalida la scelta strategica di COMPASS: coniugare l’innovazione digitale con il potenziamento delle competenze trasversali, ponendo tali strumenti al servizio della relazione.
L’esperienza di COMPASS prova che la rete non è solo un supporto, ma un acceleratore di innovazione capace di rendere l’apprendimento un processo vivo e condiviso. In questa cornice, il sostegno del Fondo per la Repubblica Digitale assume una valenza strategica, promuovendo la rete come un pilastro centrale per un cambiamento sistemico. Il progetto guarda così al futuro con l’ambizione di ridurre le disuguaglianze attraverso una transizione che è, prima di tutto, culturale: una sfida aperta in cui il progresso tecnologico rimane al servizio della relazione umana, unico vero centro di ogni evoluzione organizzativa.
Il punto di vista del donatore: dialogo con il Fondo per la Repubblica Digitale
Il percorso di COMPASS ha acceso i riflettori su un nuovo modo di fare innovazione sociale. Per capire cosa ha reso vincente questa proposta e quali siano le prospettive future, abbiamo approfondito i temi chiave con il Fondo per la Repubblica Digitale.
Cosa vi ha colpito maggiormente della proposta di COMPASS e quanto ha pesato, in fase di valutazione, la scelta di una rete così variegata/ diversificata di enti partner?
Tra gli elementi più apprezzati della proposta c’è stato innanzitutto il forte approccio partecipativo che ha caratterizzato il progetto fin dalla sua fase di ideazione. COMPASS nasce infatti da un percorso di ascolto promosso da CESVI insieme a Gnucoop, che ha coinvolto le 52 organizzazioni partner attraverso survey, workshop e momenti di confronto, consentendo di costruire un’offerta formativa realmente aderente ai bisogni espressi dal Terzo Settore.
Abbiamo inoltre valutato molto positivamente la scelta di affiancare allo sviluppo delle competenze digitali anche il rafforzamento delle competenze trasversali. La trasformazione digitale non riguarda solo l’adozione di nuovi strumenti, ma richiede capacità di collaborazione, gestione del cambiamento e relazioni efficaci all’interno delle organizzazioni.
Un ulteriore elemento di valore è rappresentato dalla volontà di rendere disponibile in modalità open source la piattaforma “DINO” sviluppata nell’ambito del progetto, ampliando così la diffusione dei risultati oltre il partenariato e favorendo la condivisione di strumenti e conoscenze.
Infine, la soluzione digitale non è stata progettata in modo teorico, ma costruita a partire da uno strumento già sviluppato da Gnucoop e successivamente adattato alle esigenze concrete delle organizzazioni coinvolte durante il percorso, accompagnando l’adozione attraverso attività di mentorship dedicate.
Anche la composizione del partenariato ha rappresentato un elemento importante nella valutazione. La presenza di competenze complementari e il coinvolgimento diretto delle organizzazioni, non soltanto come destinatarie ma come protagoniste del processo di progettazione e sperimentazione, hanno aumentato la solidità dell’intervento. Un partenariato così ampio e distribuito sul territorio nazionale ha inoltre permesso di intercettare bisogni rappresentativi di una parte significativa del Terzo Settore italiano, rafforzando il potenziale di trasferibilità dei risultati. Al tempo stesso, una rete così articolata comporta una maggiore complessità nella governance e nel coordinamento, una sfida che il progetto ha scelto di affrontare trasformandola in un’opportunità di crescita condivisa.
Quale tipo di impatto si aspetta il Fondo, grazie ad un progetto come COMPASS, incentrato sul potenziamento delle competenze del terzo settore, in un’ottica così importante di rete?
L’obiettivo di un progetto come COMPASS va oltre il rafforzamento delle competenze digitali dei singoli partecipanti. Ci aspettiamo che la formazione produca un cambiamento organizzativo più profondo, in cui le persone formate diventino veri e propri agenti del cambiamento all’interno delle proprie organizzazioni. Le competenze acquisite possono così trasformarsi in patrimonio condiviso, contribuendo a migliorare processi, modalità di lavoro, capacità decisionali e qualità dei servizi offerti.
Allo stesso tempo, la dimensione di rete rappresenta un elemento strategico. Favorire la nascita di comunità di pratica significa creare spazi in cui organizzazioni diverse possano confrontarsi, condividere esperienze, metodologie e soluzioni, alimentando un processo continuo di apprendimento reciproco e contribuendo anche all’evoluzione dello strumento digitale sviluppato nell’ambito del progetto.
È proprio questa capacità di mettere in circolo conoscenze e competenze che rende più solido e duraturo l’impatto dell’iniziativa, contribuendo a costruire un ecosistema del Terzo Settore più preparato ad affrontare le sfide della trasformazione digitale.
Oggi si parla molto di competenze tecniche, ma quanto è prioritario per il Fondo che la formazione digitale sia sempre affiancata da un percorso di crescita umana e trasversale?
Per il Fondo questa integrazione è fondamentale. La trasformazione digitale non è solo una questione tecnologica, ma un processo di cambiamento che coinvolge persone, organizzazioni e modelli di lavoro. Per questo motivo riteniamo che le competenze tecniche debbano essere accompagnate dallo sviluppo di competenze trasversali come la collaborazione, il pensiero critico, la capacità di adattamento, la leadership e la gestione del cambiamento.
Nel Terzo Settore questo aspetto assume un valore ancora maggiore. Le tecnologie possono rendere più efficienti i processi e migliorare la gestione dei dati, ma non sostituiscono il valore della relazione umana, che resta il cuore dell’azione sociale. L’obiettivo è quindi mettere il digitale al servizio delle persone, affinché l’innovazione rafforzi la capacità delle organizzazioni di generare impatto e rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni delle comunità.
Investire sulle competenze trasversali significa, inoltre, creare le condizioni perché l’innovazione venga realmente adottata e diventi parte della cultura delle organizzazioni. Non basta introdurre nuovi strumenti: occorre mettere le persone nelle condizioni di comprenderli, utilizzarli con consapevolezza e integrarli nei propri processi di lavoro. È in questo equilibrio tra competenze tecniche e capacità umane che la trasformazione digitale può diventare un’opportunità concreta e duratura di crescita per il Terzo Settore.
Pensate che il modello collaborativo di COMPASS possa diventare un esempio replicabile e quale messaggio vorreste trasmettere alle organizzazioni che oggi lavorano nell’innovazione sociale?
Crediamo che il modello di COMPASS rappresenti un esempio interessante di come la collaborazione possa diventare un fattore abilitante per l’innovazione. La trasformazione digitale è una sfida troppo complessa perché possa essere affrontata da una singola organizzazione: richiede reti solide, competenze complementari e la capacità di condividere conoscenze, strumenti ed esperienze.
Ciò che rende questo modello particolarmente significativo è proprio l’approccio partecipativo adottato fin dall’inizio, che ha coinvolto le organizzazioni nella definizione dei bisogni, nella progettazione delle soluzioni e nella loro sperimentazione. È un metodo che può essere replicato in altri contesti perché mette al centro l’ascolto, la coprogettazione e la costruzione di valore condiviso.
Il messaggio che vogliamo rivolgere alle organizzazioni è di considerare l’innovazione non come un obiettivo tecnologico, ma come un percorso collettivo. Investire nelle competenze, condividere esperienze e costruire alleanze significa aumentare la capacità dell’intero Terzo Settore di rispondere ai cambiamenti e di generare un impatto sociale più forte, sostenibile e duraturo.


