L’alfabetizzazione è molto più della capacità di leggere e scrivere. È una porta che si apre verso nuove opportunità, una maggiore autonomia e la possibilità di scegliere e immaginare il proprio futuro.
L’8 settembre di ogni anno, la Giornata Internazionale dell’Alfabetizzazione ricorda al mondo quanto l’istruzione sia cruciale per costruire comunità più pacifiche, inclusive e resilienti.
Quest’anno ricorre il 60º anniversario della Giornata, un’occasione per guardare ai progressi raggiunti e alle sfide prioritarie ancora aperte nel campo dell’alfabetizzazione.
Per milioni di bambini, bambine e adulti nel mondo, infatti, imparare a leggere e scrivere non è ancora una possibilità scontata.
Oggi 1 bambino, adolescente o giovane in età scolare su 6 è escluso dall’istruzione.
Ma l’accesso alla scuola è solo una parte della sfida: circa 251 milioni di bambini non riescono ad acquisire competenze di alfabetizzazione di base e 4 su 10 non raggiungono il livello minimo di competenza nella lettura.
E anche dove l’accesso all’istruzione è formalmente garantito, conflitti, povertà e disuguaglianze possono compromettere la possibilità di continuare a studiare.
Nei contesti segnati da crisi e conflitti, infatti, restare a scuola può diventare estremamente difficile. Non perché le famiglie attribuiscano meno valore all’istruzione: nella maggior parte dei casi i genitori cercano di mantenere i propri figli a scuola il più a lungo possibile, finché le risorse economiche lo consentono. Le principali barriere sono piuttosto economiche, strutturali e politiche.
Garantire l’accesso all’istruzione significa quindi non solo mantenere le scuole operative, ma anche creare le condizioni concrete perché le famiglie possano continuare a mandare i propri figli a scuola.
Eppure, solo l’8% dei Paesi utilizza in modo efficace i meccanismi di finanziamento disponibili per ridurre le disuguaglianze educative.
NON SOLO LEGGERE E SCRIVERE: IL SIGNIFICATO DI ALFABETIZZAZIONE
Oggi alfabetizzazione non significa soltanto saper leggere, scrivere e far di conto. È un insieme di competenze che evolve insieme alla società e agli strumenti con cui comprendiamo, interpretiamo e comunichiamo il mondo che ci circonda.
La definizione UNESCO sottolinea proprio questo: alfabetizzazione significa anche saper identificare, comprendere, interpretare, creare e comunicare in un contesto sempre più digitale, ricco di informazioni e in rapido cambiamento.
La crisi dell’apprendimento, inoltre, non si esaurisce durante l’infanzia. 739 milioni di persone dai 15 anni in su nel mondo non possiedono ancora competenze alfabetiche di base. Di queste, il 77% vive nell’Africa subsahariana e nell’Asia centrale e meridionale, mentre due terzi sono donne.
IL CONTRIBUTO DI CESVI PER SOSTENERE I BAMBINI E LE BAMBINE IN TUTTO IL MONDO
Alfabetizzazione e istruzione proteggono i bambini dallo sfruttamento, dai matrimoni precoci e dal lavoro minorile e possono offrire a loro e alle loro comunità una via d’uscita dalla povertà. Significano, prima di tutto, avere gli strumenti per apprendere, partecipare alla società e costruire il proprio futuro.
Per questo, nelle sue Case del Sorriso CESVI offre sostegno educativo a bambini e bambine in Italia e nel mondo – Brasile, Haiti, India, Perù, Sudafrica e Zimbabwe – attraverso attività ricreative, corsi di recupero e percorsi di apprendimento e crescita.
L’obiettivo non è soltanto recuperare le competenze scolastiche che rischiano di andare perdute. Attraverso le attività svolte insieme agli operatori delle Case del Sorriso, i bambini e le bambine sviluppano anche socialità, capacità di lavorare in gruppo e fiducia in sé stessi: competenze importanti ben oltre i banchi di scuola.
Anche nei contesti di emergenza – come Venezuela e Colombia, colpiti questa estate da violenti terremoti – garantire ai bambini e alle bambine la continuità delle attività educative è stato fondamentale.
Per un bambino che ha vissuto un evento traumatico, vedere la propria aula distrutta non significa soltanto vedere crollare un edificio: la scuola può rappresentare un luogo sicuro, un punto di riferimento e uno spazio di stabilità.
Programmare attività educative anche durante le emergenze diventa così un tassello fondamentale per restituire ai bambini un senso di normalità e quotidianità.
Perché quando un bambino non ha accesso all’alfabetizzazione e all’istruzione, a pagarne il prezzo non sono soltanto lui e la sua famiglia: è il futuro di un’intera generazione a essere messo in gioco, e con esso quello del suo Paese.


