Nel giorno dell’ultimo saluto a Emma Bonino, tutta CESVI ricorda una figura che ha dedicato una parte importante del suo impegno alle persone colpite dalle guerre e dalle crisi umanitarie. Un impegno che ha incrociato anche la storia di CESVI, come testimonia questa fotografia del 1999, quando l’allora Commissaria europea per gli aiuti umanitari visitò un nostro progetto in Macedonia.
Ci sono immagini che, con il passare degli anni, acquistano un significato ancora più forte.
Quella che oggi condividiamo appartiene al 1999. Emma Bonino, allora Commissaria europea per gli aiuti umanitari, è in Macedonia per visitare alcuni degli interventi realizzati a sostegno delle persone costrette a fuggire dalla guerra in Kosovo. Tra le realtà incontrate c’è anche CESVI, presente sul campo per portare assistenza alle popolazioni colpite dal conflitto.
È una fotografia di oltre venticinque anni fa, ma racconta qualcosa che continua a essere profondamente attuale: il valore della presenza umanitaria nei luoghi di crisi e il ruolo delle organizzazioni non governative nel raggiungere le persone che più hanno bisogno di aiuto.
Bonino conosceva da vicino il lavoro delle organizzazioni umanitarie. Nel suo ruolo di Commissaria europea responsabile per gli aiuti umanitari, tra il 1995 e il 1999, aveva seguito alcune delle principali emergenze internazionali di quegli anni, sostenendo l’importanza di un’azione umanitaria capace di arrivare concretamente alle persone colpite da guerre e catastrofi.
Per CESVI, quell’attenzione al ruolo delle ONG rappresenta un elemento importante di una storia che continua ancora oggi.
Nei contesti di conflitto, l’azione umanitaria deve poter mantenere il proprio spazio e operare secondo i principi di umanità, imparzialità, neutralità e indipendenza. Sono principi che consentono alle organizzazioni di assistere le persone in base ai loro bisogni, senza discriminazioni e indipendentemente dalla parte coinvolta nel conflitto.
Succedeva nei Balcani alla fine degli anni Novanta. È così oggi in Ucraina, a Gaza e nelle altre crisi in cui CESVI è presente.
La fotografia dalla Macedonia ci ricorda quindi anche una continuità. Quella di un’organizzazione che da oltre quarant’anni sceglie di essere presente nei luoghi in cui guerre, povertà ed emergenze mettono maggiormente a rischio la vita e la dignità delle persone. E quella di una comunità internazionale chiamata a riconoscere e proteggere il valore dell’azione umanitaria.
Ricordare Emma Bonino significa anche ricordare questa attenzione: la capacità di guardare alle crisi non soltanto attraverso la lente della politica internazionale, ma a partire dalle persone che quelle crisi le vivono sulla propria pelle.
Crisi e contesti cambiano, ma resta la necessità di poter essere presenti dove c’è bisogno, accanto alle persone, con competenza, responsabilità e indipendenza. È questo il valore dell’azione umanitaria che CESVI continua a difendere e a praticare ogni giorno.
Nel giorno dell’ultimo saluto, tutta CESVI ricorda Emma Bonino con riconoscenza per l’attenzione dedicata alle crisi umanitarie, ai diritti delle persone e al ruolo di chi opera sul campo per portare aiuto dove ce n’è più bisogno.
Il nostro pensiero va alle tante persone che le sono state vicine e a tutte quelle che hanno condiviso con lei un tratto del suo lungo cammino. Grazie Emma.
Tutta CESVI
* La foto raffigura Emma Bonino con CESVI, 1999, visita ai campi profughi kosovari in Macedonia.