Nessun destino è già scritto: il calore delle Case del Sorriso in Italia

Oltre 1,3 milioni di minori in Italia vivono in povertà. Il programma Case del Sorriso di CESVI restituisce loro sogni e dignità.

Quando pensiamo alla povertà o all’infanzia maltrattata o trascurata, lo sguardo vola spesso lontano, verso Paesi fragili di Africa, Asia o America Latina. Eppure, la vulnerabilità abita anche nelle nostre città, appena fuori dalla porta di casa.

In Italia, troppi bambini e adolescenti crescono in contesti di fragilità, nel silenzio della trascuratezza. Vivono in famiglie che vorrebbero, ma non riescono a offrire la cura necessaria; in quartieri dove la povertà economica si trasforma in un futuro incerto. Dove l’unico esempio visibile è la strada e dove il diritto alla gioia sembra un privilegio per pochi. In questi luoghi non manca solo il necessario: manca lo spazio per il gioco, per la scoperta, per il coraggio di sognare.

Oggi, circa 1,3 milioni di minorenni nel nostro Paese vivono in povertà assoluta; con un’incidenza molto più alta nel Mezzogiorno rispetto al Centro-Nord. Povertà assoluta significa non avere il necessario per una vita dignitosa: cibo adeguato, vestiti, libri, accesso allo sport, alla cultura, alla salute. Significa crescere in case sovraffollate o non poter partecipare a una gita scolastica. Significa iniziare la vita con un peso invisibile sulle spalle.

Un bambino che cresce senza stimoli o in contesti di violenza interiorizza presto un messaggio doloroso: “Il tuo futuro è già scritto, e non va lontano da qui”. Senza qualcuno che mostri un’alternativa, la speranza diventa un lusso insostenibile.

È proprio in questo spazio, tra bisogno e possibilità, che entra in gioco il Programma Case del Sorriso di CESVI. Attivo dal 2021 a Bari, Napoli, Siracusa e Milano, il programma interviene dove le ferite sociali sono più profonde e dove la dispersione scolastica e l’emarginazione rischiano di spezzare i legami familiari.

Le Case del Sorriso non possono cancellare da sole le disuguaglianze del mondo, ma fanno qualcosa di straordinario: aprono finestre dove prima c’erano muri. Promuovono strade alternative fatte di ascolto, relazione e socialità, e restituiscono ai bambini e ai loro genitori la dignità di essere visti e sostenuti.

Milano è la città delle opportunità, ma non per tutti alla stessa velocità. Nei quartieri Dergano e Maciachini, dove l’edilizia popolare e le sfide dell’integrazione si intrecciano, esiste una polarizzazione silenziosa che rischia di diventare strutturale. A pochi isolati di distanza, i bambini crescono in universi educativi opposti.

Dal 2024, in collaborazione con Fondazione Aquilone Onlus, CESVI ha portato il Programma Case del Sorriso anche qui. La nuova sede di Milano, che aprirà nei prossimi mesi, sarà molto più di una struttura: sarà un porto sicuro. Un luogo accogliente e protetto dove contrastare il maltrattamento e la trascuratezza attraverso spazi di ascolto, percorsi su supporto alla genitorialità, laboratori espressivi, sport, psicomotricità e musicoterapia.

L’emergenza infanzia esiste, ma esistono anche luoghi che scelgono di non arrendersi. Le Case del Sorriso vivono di parole semplici ma potenti: sogno, cura, relazione.

Sono spazi di “ben-essere” dove un bambino può finalmente posare il suo peso e tornare a fare il bambino. Dove una famiglia può trovare una mano tesa invece di un giudizio. Perché siamo convinti che ogni vita meriti un orizzonte aperto e che ogni bambino abbia il diritto di immaginare, oggi, il grande adulto che diventerà domani.

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