SAFE STEPS: CESVI riunisce a Kyiv la comunità ucraina impegnata nella risposta contro le mine

In Ucraina, la minaccia rappresentata da mine e ordigni inesplosi continua a segnare la vita quotidiana di milioni di persone. Incide sulla possibilità di tornare a casa, coltivare la terra, raggiungere scuole e ospedali, ricostruire le comunità e immaginare il futuro.

In questo contesto, CESVI ha organizzato a Kyiv la conferenza “SAFE STEPS: From Partnership to Recovery and Innovation in Humanitarian Mine Action”, riunendo circa 60 rappresentanti di organizzazioni nazionali e internazionali, istituzioni ucraine, missioni diplomatiche e organizzazioni della società civile attive nell’ambito dell’azione umanitaria contro le mine.

L’evento, organizzato nell’ambito del progetto SAFE STEPS di CESVI — implementato con MAG e UDA e sostenuto dalla Cooperazione Italiana — è stato molto più di uno spazio di confronto tecnico. È stata un’occasione per rafforzare un impegno condiviso: sostenere la comunità ucraina impegnata nell’azione contro le mine, proteggere le persone, rendere possibile un ritorno sicuro e contribuire alla ripresa di lungo periodo.

Uno spazio inclusivo di dialogo

Accanto ai panel di discussione, CESVI ha portato all’evento una dimensione profondamente umana attraverso due mostre fotografiche.

La prima, “Ordinary People with Extraordinary Strength: Kharkiv Region — The Return”, realizzata dalla National Union of Journalists of Ukraine, ha raccontato le storie di persone che stanno ricostruendo la propria vita e le proprie comunità nonostante le conseguenze della guerra. La seconda mostra ha esposto fotografie scattate da bambini, bambine e giovani delle comunità in prima linea: immagini di resilienza, vita quotidiana e speranza, viste attraverso lo sguardo di chi vive più vicino al conflitto.

I partecipanti hanno potuto visitare anche un’esposizione interattiva di attrezzature per lo sminamento e tute protettive, messe a disposizione dai partner di progetto. Un angolo dedicato al rilassamento ha invitato bambini e adulti a colorare illustrazioni tratte da un album di educazione al rischio mine, ricordando che la prevenzione parte anche da messaggi semplici e accessibili, capaci di raggiungere famiglie e comunità.

La localizzazione come partnership

Il primo panel, moderato da Sandra Dacosta di MAG, si è concentrato su una delle domande più importanti per il settore: che cosa significa, nella pratica, una localizzazione realmente efficace?

Relatori e relatrici, tra cui Eleanor Porritt, Country Director di FSD; Guy Rhodes, Senior Programme Policy Specialist del WFP; Ingrid Schøyen dell’Ambasciata di Norvegia; Tymur Pistriuha, Chairman of the Board di UDA; e Volodymyr Baida, Direttore dello Humanitarian Demining Centre, hanno sottolineato che la localizzazione non può essere ridotta a un semplice trasferimento di responsabilità.

È, prima di tutto, una relazione basata su fiducia, apprendimento reciproco e processi decisionali condivisi. Le organizzazioni ucraine non sono semplici implementatrici: sono partner strategici, con conoscenze, esperienza e vicinanza alle comunità colpite, elementi essenziali per un’azione umanitaria contro le mine davvero efficace.

La discussione ha evidenziato anche la necessità di finanziamenti pluriennali, di una maggiore fiducia istituzionale e di un autentico rispetto reciproco tra attori internazionali e nazionali. In Ucraina, la localizzazione non è una tendenza: è una condizione per una ripresa sostenibile.

Lo sminamento come parte della ripresa

Il secondo panel, moderato da Iryna Kustovska di UDA, ha approfondito il legame tra azione contro le mine, ripresa e ricostruzione.

Yaroslav Mykhalonok di UN Women, Daryna Ivchenko di NGO Girls, Mykola Dydyk del Servizio Statale di Emergenza dell’Ucraina e Tiphaine Lucas della FAO hanno sottolineato che lo sminamento non può essere considerato un passaggio separato, che precede lo sviluppo. In molte aree colpite, è già parte integrante della ripresa.

Bonificare e segnalare i terreni contaminati significa permettere agli agricoltori di tornare nei campi, ai bambini e alle bambine di muoversi con maggiore sicurezza, ai servizi locali di ripartire e alle comunità di ricostruirsi. Per questo, l’azione contro le mine deve essere integrata fin dall’inizio nei piani di ripresa locali.

Il panel ha inoltre richiamato l’importanza di meccanismi di accountability che garantiscano che le risorse raggiungano direttamente le comunità, così come la necessità di includere le dimensioni sociali — tra cui l’inclusione di genere e la partecipazione delle donne — in ogni fase dei programmi di azione contro le mine.

L’Ucraina come punto di riferimento per l’azione umanitaria contro le mine

Il terzo panel, moderato da Josep Escoda, Country Coordinator di CESVI, ha guardato al futuro dell’azione contro le mine in Ucraina e agli sforzi politici necessari per sostenere la risposta del Paese.

Tanya Kvitka, in rappresentanza di UNMAS e dell’Ufficio del Coordinatore Residente, ha sottolineato che la tecnologia può avere un ruolo importante, ma non può sostituire l’investimento nelle persone, il rafforzamento dei sistemi nazionali e politiche coerenti. Dario Vecchi, Emergency Programme Coordinator di AICS, ha ribadito l’impegno della Cooperazione Italiana a sostegno dell’Ucraina. Edward Crowther, Mine Action Research and Development Specialist di UNDP, ha evidenziato il ruolo crescente dell’Ucraina come luogo di innovazione e competenza pratica per la comunità globale dell’azione umanitaria contro le mine.

Il messaggio emerso è di cauto ottimismo. L’Ucraina non è solo un Paese chiamato ad affrontare una sfida immensa legata alla contaminazione da mine e ordigni inesplosi. Sta diventando anche un punto di riferimento per un’azione umanitaria contro le mine resiliente, innovativa e centrata sulle persone.

Una comunità che guarda avanti

La conferenza ha riunito un’ampia rete di attori coinvolti nell’azione umanitaria contro le mine, tra cui AICS, HALO Trust, MAG, UDA, WeWorld, WFP, UNMAS, UNDP, UN Women, FAO, FSD, INTERSOS, CHD, oltre a missioni diplomatiche di Italia, Danimarca, Giappone, Germania, Norvegia e Unione Europea, tra le altre.

Per CESVI, l’evento ha rappresentato al tempo stesso un traguardo importante e un nuovo inizio. Ha creato uno spazio per riconoscere la forza delle partnership già costruite e, allo stesso tempo, per guardare al lavoro che resta da fare.

In Ucraina, ogni area resa più sicura può aprire una strada verso la scuola, il lavoro, la casa e la vita comunitaria. Ogni ettaro bonificato non è solo un risultato tecnico: è un passo verso la ripresa.

È questo il significato di SAFE STEPS: andare avanti insieme, un passo sicuro alla volta.