È passato più di un mese da quando due tremendi terremoti hanno fatto tremare il Venezuela, cambiando improvvisamente la vita di più di un milione di persone. Da quel giorno, sono state registrate 1.500 scosse di assestamento.
Ad oggi il bilancio aggiornato delle vittime è di 6.125 decessi, ossia oltre 500 decessi in più rispetto al conteggio precedente.
Secondo le autorità venezuelane sono state assistite 60.992 persone che hanno riportato ferite, traumi o altre condizioni di salute derivanti direttamente o indirettamente dai violenti terremoti.
La situazione rimane critica. Mentre nelle prime settimane l’attenzione si è concentrata sulle operazioni di soccorso, oggi l’emergenza riguarda soprattutto le migliaia di famiglie che hanno perso la casa e continuano a vivere in condizioni precarie.
Secondo gli ultimi dati sono ancora operativi 107 campi temporanei, con 24.477 persone. Tra queste, la maggior parte si trova nello Stato di La Guaira e nel Distretto della Capitale.
Nel frattempo proseguono anche le verifiche sugli edifici danneggiati. Di 43.000 edifici ispezionati, 25.325 abitazioni potranno tornare a essere abitate dopo lievi interventi di riparazione, mentre 9.866 saranno soggette a limitazioni d’uso. Altre 6.433 sono state invece dichiarate inagibili a causa dell’elevato rischio di crollo.
CESVI continua a rimanere al fianco della popolazione venezuelana con costanti distribuzioni di prima emergenza e sta organizzando le prossime attività con particolare attenzione per gli anziani, le donne e i bambini, ossia i gruppi più vulnerabili. Un servizio necessario e fondamentale è infatti il supporto psicologico, insieme all’organizzazione di attività ricreative e alla creazione di spazi sicuri in cui bambini e bambine possono ritrovare leggerezza e serenità, giocando insieme e socializzando.
La situazione nel Paese è ancora complessa e la popolazione ha ancora bisogno di supporto. La ricostruzione non riguarda solo gli edifici, ma anche la quotidianità e il futuro della comunità.
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Ascolta la video testimonianza di Francesca del team Emergenza sul campo.


