Dall’inizio dell’invasione russa su larga scala in Ucraina nel 2022, CESVI è in prima linea per offrire sostegno materiale e psicosociale di emergenza alle comunità colpite.
Nelle ultime settimane la situazione umanitaria e infrastrutturale in Ucraina sta sempre più peggiorando, soprattutto a causa dell’aumento di frequenza e di severità degli attacchi con missili e droni.
L’Ucraina sta affrontando ormai il quinto anno di guerra su larga scala, e la crisi umanitaria continua ad aggravarsi in maniera preoccupante: ripetuti attacchi contro i civili e le infrastrutture civili essenziali, sfollamenti ripetuti e interruzione dei servizi essenziali aumentano il disagio psicosociale e i traumi, così come il carico di cura e la pressione economica sulle famiglie.
Sul totale della popolazione ucraina (34.2 milioni), infatti, 10.8 milioni sono in stato di necessità, mentre 3.9 milioni sono sfollati interni.
Nelle ultime settimane, la situazione umanitaria è ulteriormente peggiorata a causa dell’intensificazione degli attacchi con missili e droni in tutto il Paese. Secondo diversi osservatori il conflitto sta entrando in una nuova fase: meno guerra di manovra tradizionale e più logoramento tecnologico al centro delle operazioni.
Proprio lo scorso fine settimana, un massiccio attacco russo – uno dei più grandi dall’inizio della guerra – di missili e droni durato ore ha colpito Kyiv e le aree circostanti, distruggendo infrastrutture civili e il patrimonio culturale del Paese, tra cui il museo nazionale di Černobyl’ e una scuola in cui si stavano rifugiando delle persone. Secondo il bilancio provvisorio, sono state uccise almeno quattro persone e ferite almeno cento.
A causa di questi tipi di attacco, le catene di approvvigionamento e i corridoi di accesso umanitario ben oltre le linee del fronte attive stanno subendo interruzioni sempre più frequenti.
Un rischio molto elevato è rappresentato dalla contaminazione da mine antiuomo e altri ordigni inesplosi (UXO), la cui così estesa presenza sul territorio rende l’Ucraina il Paese più contaminato al mondo. Complessivamente, sono stati registrati 982 incidenti civili legati a ordini esplosivi, con 1003 feriti e 385 vittime.
IL SOSTEGNO DI CESVI IN UCRAINA NELLA PRIMA LINEA DEL FRONTE
CESVI, presente in Ucraina dall’inizio del conflitto nel 2022 è attiva oggi nelle aree di Kharkiv e Sumy.
L’intervento di CESVI si concentra su protezione, salute mentale e psicosociale, assistenza in denaro e attività di formazione e sensibilizzazione sul rischio delle mine, partendo sempre dall’ascolto e dalla prossimità a favore delle comunità più colpite. L’obiettivo è quello di rafforzare i servizi locali e dare supporto alle comunità perché abbiano gli strumenti per essere parte attiva e guidare il processo di ricostruzione del Paese.
L’impegno di CESVI in Ucraina è stato raccontato in occasione della prima giornata di COOPERA a Roma – il principale appuntamento pubblico dedicato alla cooperazione allo sviluppo, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione allo Sviluppo – con l’intervento “Ucraina – Affrontare i traumi della guerra”, affidato a Stefano Piziali, Direttore Generale CESVI, e Iryna Maliutina, Project Manager CESVI in Ucraina all’interno del panel “L’Italia e le grandi crisi umanitarie”.
«Io e mio figlio siamo stati costretti a lasciare i nostri amici, la nostra casa e la nostra vita, vivendo da sfollati per quasi un anno, come milioni di ucraini oggi. Da madre single, ciò che mi fa più male […] è anche vedere mio figlio e gli altri bambini inUcraina smettere di sentirsi bambini. Ed è proprio questo uno dei motivi per cui il lavoro di organizzazioni come CESVI, che oggi rappresento, è così importante» racconta Iryna Maliutina nel corso del suo intervento.
Tra le vittime più vulnerabili ci sono infatti i bambini e le bambine, insieme alle donne, gli anziani e le persone con disabilità.
Continua Iryna: «Un altro aspetto importante del nostro lavoro è dedicato ai bambini e ai giovani. Coinvolgendoli attraverso l’arte e le attività creative, cerchiamo di aiutarli a non perdere la speranza, la capacità di sognare e di comunicare».
Fondamentale nell’approccio di CESVI è inoltre la stretta collaborazione con autorità locali, partner nazionali, sistemi di coordinamento umanitario e attori comunitari. Questi partenariati sono essenziali per garantire accesso ed efficacia dell’azione umanitaria nelle aree di prima linea e difficilmente accessibili.
Inoltre, nell’ambito del progetto in corso finanziato dalla Cooperazione Italiana, CESVI opera in stretta collaborazione con Mines Advisory Group (MAG) e Ukrainian Demining Association (UDA), integrando le competenze tecniche di sminamento con l’esperienza di CESVI nella protezione. Le attività includono educazione al rischio da ordigni esplosivi, attività di segnalazione e sensibilizzazione pubblica, oltre protezione e assistenza alle vittime.
Nell’intervento a COOPERA il Direttore Generale CESVI, Stefano Piziali, lancia un messaggio di speranza: «Se si riesce a superare questo trauma, gli ucraini stessi diventeranno i protagonisti della ricostruzione del loro Paese. Non saremo più noi, ma loro stessi a farsi carico di riprogettare il proprio futuro».


