A oltre dieci giorni dai violenti terremoti che hanno colpito il Venezuela, il bilancio continua ad aggravarsi: le vittime accertate sono oltre 3.300 e i feriti più di 16.700. I dispersi sono ancora decine di migliaia, mentre le autorità segnalano 26.403 persone colpite, tra cui circa 17.345 che hanno perso la propria abitazione.
In un contesto ancora segnato da paura, sfollamento e bisogni urgenti, CESVI sta rafforzando la propria risposta sul campo. Nelle prime ore dopo le scosse, il team ha attivato interventi salvavita immediati.
Oggi, dopo aver valutato i bisogni nelle comunità più colpite, sta distribuendo beni essenziali per aiutare le famiglie a far fronte a una quotidianità diventata improvvisamente precaria: cibo, acqua potabile e kit per l’igiene, fondamentali per proteggere la salute e garantire dignità anche in una situazione di emergenza.
Accanto a questi primi aiuti, CESVI sta distribuendo anche coperte resistenti all’umidità, fischietti in metallo per allertare i soccorsi in caso di necessità, taniche d’acqua da 10-20 litri, lampade e lanterne solari, oltre ad altri materiali utili per migliorare le condizioni igieniche e ridurre l’esposizione a batteri e insetti.
«Come CESVI, stiamo dando assistenza ai vari gruppi familiari sfollati in diverse aree del Venezuela», ricorda Pietro Caburrosso, Coordinatore CESVI dell’Emergenza in Venezuela per la risposta al terremoto.
Nell’area montagnosa di El Junquito, dove le piogge sono frequenti e rendono ancora più difficili le condizioni di chi ha perso la casa, il team CESVI sta distribuendo materassi, tende e teli impermeabili, così da offrire un riparo più sicuro alle circa 500 famiglie sfollate presenti nella zona.
Particolare attenzione è rivolta anche ai bambini e alle bambine, tra le persone più esposte alle conseguenze dell’emergenza. Molti hanno vissuto momenti di forte paura, alcuni hanno perso familiari, mentre la chiusura delle scuole ha interrotto una routine fondamentale per il loro senso di sicurezza.
«In questi giorni, CESVI sta dando molta rilevanza anche alle attività per i bambini. In questa comunità ci sono bambini che hanno purtroppo perso i familiari, inoltre le scuole sono chiuse, quindi come CESVI abbiamo programmi specifici di protezione dell’infanzia», racconta Marcelo Garcia Dalla Costa, Responsabile dei Programmi Internazionali CESVI. «Durante lo sfollamento, alcuni bambini hanno perso la famiglia: per questo ci stiamo occupando anche di cercare di riunirli con i familiari da cui si sono separati. È un’attività che portiamo avanti attraverso personale specializzato del nostro team, con un’attenzione particolare all’assistenza dei bambini».
Il supporto psicologico e psicosociale è infatti una parte centrale dell’intervento di CESVI in Venezuela. Nel team sono presenti operatori specializzati che accompagnano le persone colpite nell’elaborazione del trauma: famiglie che hanno visto scomparire i propri cari sotto le macerie, persone che hanno perso la casa e oggi vivono in ripari temporanei, bambini e bambine che hanno bisogno di ritrovare protezione, ascolto e stabilità.
Restare accanto alle comunità colpite è fondamentale non solo nelle prime ore dell’emergenza, ma anche ora, mentre il Paese continua a tremare. Dal 24 giugno sono state registrate oltre 995 scosse di assestamento, alimentando paura e incertezza tra la popolazione.
Per questo CESVI continua a lavorare sul campo per portare assistenza alle persone più esposte e vulnerabili: donne, bambini, anziani, persone con disabilità e chi dipende da medicinali o cure continuative.
In una crisi che non si è ancora fermata, ogni aiuto può fare la differenza per proteggere chi ha perso tutto e accompagnare le comunità verso i primi passi della ripresa.
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Foto di Alejandra Otero


