Borena, il costo umano dell’ingiustizia climatica

L’ondata di calore che in queste settimane sta investendo vaste aree del pianeta riporta al centro del dibattito gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico.

Ci sono luoghi del mondo dove questa emergenza si protrae inesorabilmente da anni. A Borena, nel sud dell’Etiopia, sono mancate sei stagioni delle piogge, sottoponendo le comunità a una condizione di siccità estrema.

Ad aggravare ulteriormente la vulnerabilità dell’area è stato El Niño, un fenomeno climatico ciclico caratterizzato dal riscaldamento anomalo delle acque dell’Oceano Pacifico equatoriale. Alterando la circolazione atmosferica globale, può provocare eventi meteorologici particolarmente intensi in diverse parti del mondo.

A Borena, il suo impatto si traduce soprattutto in una significativa riduzione dei pascoli, carenza d’acqua, perdite agricole e un ulteriore peggioramento della sicurezza alimentare.

L’acqua è un elemento imprescindibile per la vita. Senza una fonte sicura, intere comunità rischiano ogni giorno la sopravvivenza, non potendo bere acqua pulita, sfamare le proprie famiglie, prendersi cura degli animali e vivere in condizioni igienico-sanitarie adeguate.

La siccità prolungata ha messo in ginocchio la quotidianità di una regione abitata prevalentemente da comunità pastorali, la cui sopravvivenza dipende dall’allevamento di bovini, capre e cammelli. Per generazioni, il ritmo delle piogge ha scandito la vita delle famiglie. Oggi, quell’equilibrio si è spezzato.

A Borena, 8 famiglie su 10 non hanno accesso all’acqua potabile. Nel centro per rifugiati climatici di Higo, dove CESVI interviene, ciascun nucleo familiare dispone di appena 20 litri d’acqua al giorno, spesso condivisi tra quattro, cinque o sei persone. Una quantità che deve essere sufficiente per bere, cucinare, lavarsi e garantire le minime condizioni igieniche.

Il confronto con altri contesti rende questo dato ancora più significativo. In Italia il consumo medio giornaliero di acqua è di circa 220 litri per persona, mentre le famiglie di Higo sono costrette a vivere con una disponibilità appena sufficiente a soddisfare i bisogni essenziali.

È questa l’ingiustizia climatica: il paradosso per cui le popolazioni e i Paesi che hanno contribuito meno al riscaldamento globale ne subiscono le conseguenze più devastanti.

A Borena, donne, bambini e bambine percorrono chilometri sotto temperature costantemente superiori ai 30 gradi per raggiungere piccoli ruscelli, pozzi o punti di distribuzione, trovandosi spesso davanti a risorse insufficienti. La ricerca dell’acqua occupa ormai gran parte della giornata.

«La bolliamo e la filtriamo. Non abbiamo alternative, perché non abbiamo i soldi per comprare l’acqua venduta dalle autobotti», racconta Nur nel libro Ecoguerra. Mappa di un pianeta sotto assedio di Valerio Nicolosi.

Nel 2024, il giornalista ha visitato Borena insieme a CESVI, realizzando con LifeGate il pluripremiato podcast Borena: la terra senza pioggia. Nel suo libro, Nicolosi costruisce un viaggio che unisce l’Etiopia all’Italia e traccia una mappa del cambiamento climatico, sempre più visibile attraverso eventi meteorologici estremi.

Oggi, grazie al supporto di CESVI, le famiglie di Higo non devono più percorrere chilometri a piedi per trovare l’acqua. Con il sostegno della Cooperazione Italiana, CESVI ha installato una pompa collegata all’unica falda acquifera della zona, permettendo alla popolazione di riempire le taniche attraverso cinque punti di distribuzione.

Dal 2021 CESVI è presente nell’area con progetti per contrastare gli effetti della siccità e rafforzare la resilienza della popolazione di fronte agli shock climatici e agli spostamenti interni.

Tra gli interventi più efficaci vi è anche la realizzazione di bacini per raccogliere l’acqua piovana e conservarla durante i periodi di siccità. A Higo Kebele, CESVI e la comunità hanno scavato in appena un mese un bacino da 10.000 metri cubi. Le piogge registrate nei mesi successivi hanno permesso di riempirlo, creando una riserva fondamentale per la vita quotidiana della comunità.

Poiché l’allevamento rappresenta la principale fonte di sostentamento delle famiglie, CESVI distribuisce anche capi di bestiame per contribuire alla ricostituzione delle mandrie e garantisce assistenza veterinaria. La comunità riceve inoltre contributi economici per acquistare beni essenziali, come riso, zucchero e olio, sostenendo allo stesso tempo il mercato e l’economia locale.

La crisi climatica è una sfida globale, ma non colpisce tutte le persone allo stesso modo. La consapevolezza è il primo passo verso un impegno concreto.

Approfondisci la situazione a Borena attraverso la voce delle comunità colpite nel servizio di TV7 Rai, realizzato dalla giornalista Annapaola Ricci insieme a CESVI.