Sono trascorsi ormai due mesi dal 24 giugno quando due violente scosse, di magnitudo 7.2 e 7.5, hanno colpito il Venezuela a distanza di pochi secondi. Da quel giorno, migliaia di famiglie hanno dovuto fare i conti con la paura, la perdita dei propri cari e la necessità di lasciare la propria casa.
Oggi, però, l’emergenza non può dirsi veramente conclusa. Per molte famiglie è iniziata una fase altrettanto difficile, ossia quella in cui bisogna ricostruire la propria vita facendo i conti con l’incertezza su quando sarà possibile tornare a una piena normalità.
Decine di migliaia di case sono state colpite dal terremoto: molte sono state distrutte, mentre molte altre sono state dichiarate inagibili. Anche quando l’emergenza sembra essere finita, molte famiglie continuano a vivere nella paura a causa del trauma del terremoto e non si sentono ancora pronte a tornare nella propria casa.
Una casa può essere dichiarata abitabile, ma avere ancora danni, limitazioni o condizioni di disagio che rendono difficile il ritorno alla piena normalità. Per migliaia di persone, la necessità di riparare la propria casa e, nella maggior parte dei casi, ristabilire l’accesso ai servizi di base, è un bisogno concreto e urgente.
Le migliaia di persone sfollate a causa del terremoto si trovano ancora in campi temporanei, in cui le condizioni di vita restano difficili, soprattutto per i più vulnerabili, come bambini, anziani e persone con disabilità.
Caldo intenso, piogge improvvise e la mancanza di spazi adeguati rendono ancora più complessa la vita di tutti i giorni. Il bisogno, quindi, non riguarda più solo il primo soccorso. Accesso all’acqua potabile, cibo, servizi igienico-sanitari dignitosi e supporto psicosociale rimangono fondamentali per permettere alle migliaia di famiglie ancora sfollate di affrontare questa nuova fase dell’emergenza.
CESVI continua ad esserci.
Con il passare delle settimane, la risposta di CESVI si è evoluta insieme alle necessità della popolazione. Alle prime attività di emergenza segue ora un’azione orientata a sostenere le famiglie che hanno perso la propria casa e che continuano a vivere in condizioni di vulnerabilità, per accompagnarle passo dopo passo nella ripresa.
È proprio in questa fase che la continuità dell’aiuto può fare la differenza: quando l’attenzione sull’emergenza comincia a diminuire, ma per chi l’ha vissuta le conseguenze sono ancora pressanti.
Perché l’emergenza non finisce quando smette di tremare la terra. Finisce quando le persone possono finalmente ricominciare.
Ogni contributo è fondamentale, dona ora per rimanere al fianco della popolazione venezuelana.


