Gaza, l’emergenza continua: la risposta di CESVI e la protezione dell’infanzia

Nella Striscia di Gaza la situazione umanitaria continua a essere estremamente grave. Gli attacchi e le operazioni militari provocano nuove vittime e sfollamenti, mentre l’accesso ai servizi essenziali rimane fortemente compromesso. Mancano medicinali e materiali sanitari, l’acqua sicura è insufficiente e le condizioni igienico-sanitarie restano precarie in molte aree.

Secondo OCHA dall’inizio del conflitto sono state uccise oltre 73.000 persone, tra cui più di 21.000 bambini, mentre i feriti sono quasi 175.000 (dati aggiornati al 9 settembre).

Le difficoltà riguardano ormai ogni aspetto della quotidianità. Entro la fine dell’anno oltre 1,4 milioni di persone, circa due abitanti su tre, potrebbero trovarsi in condizioni di grave insicurezza alimentare. Una famiglia su cinque riesce ancora a consumare un solo pasto al giorno e anche l’accesso all’acqua rimane critico: il 91% delle famiglie vive in condizioni di insicurezza idrica e più della metà non riesce ad accedere neppure alla quantità minima di acqua potabile necessaria ogni giorno per bere e cucinare.

I bambini tra le persone più esposte

In questo contesto, bambini e adolescenti sono tra le persone maggiormente colpite.

Lo sfollamento prolungato ha modificato profondamente la loro quotidianità. Molti devono aiutare le proprie famiglie andando a prendere acqua o cibo; vengono inoltre segnalati casi di lavoro minorile. A questo si aggiungono l’interruzione della scuola e la scarsità di attività ricreative e di spazi sicuri.

Vivere per lunghi periodi in tende e insediamenti sovraffollati, affrontare continui spostamenti e convivere con l’incertezza hanno conseguenze anche sul benessere psicologico.

La risposta di CESVI a Gaza

CESVI è presente nella Striscia di Gaza dal 2018 e, dall’ottobre 2023, ha progressivamente concentrato il proprio lavoro sulla risposta alla nuova emergenza.

In questi anni abbiamo lavorato per garantire acqua potabile, migliorare i servizi igienico-sanitari nei campi sfollati, sostenere la gestione dei rifiuti e contribuire a rendere più sicure le condizioni di vita negli accampamenti.

Oggi continuiamo a rispondere ai bisogni più urgenti, affiancando interventi più duraturi. Ad agosto abbiamo distribuito 1.420 metri cubi di acqua potabile in 22 accampamenti e centri di accoglienza per gli sfollati, raggiungendo circa 10.000 persone. A luglio è stato inoltre riattivato il pozzo centrale di Al-Zaytoun, che garantisce acqua a circa 25.000 persone nel nord di Gaza.

Nel sud della Striscia abbiamo, inoltre, migliorato servizi igienici, serbatoi, punti di distribuzione dell’acqua e collegamenti alla rete idrica in cinque aree che ospitano famiglie sfollate, a beneficio di circa 5.400 persone.

Rafforzare la protezione dell’infanzia

Negli ultimi mesi abbiamo rafforzato in particolare le attività di protezione e supporto psicosociale, con un’attenzione specifica a bambini, adolescenti e alle loro famiglie.

Ad agosto, insieme al partner locale Youth Without Borders, abbiamo aperto il primo Protection Hub di CESVI a Gaza, uno spazio dedicato nel quale operatori formati realizzano attività di supporto psicosociale rivolte a bambini, adolescenti e alle loro famiglie.

Finora più di 2.000 bambini in 10 accampamenti hanno partecipato ad attività psicosociali e ricreative in spazi sicuri dedicati all’infanzia, attraverso giochi di gruppo, musica, teatro educativo e momenti di socialità.

In una crisi prolungata come quella di Gaza, proteggere l’infanzia significa infatti non soltanto rispondere ai bisogni materiali, ma anche creare spazi sicuri, offrire ascolto e sostegno e accompagnare bambini e famiglie verso i servizi di cui hanno bisogno.

Gaza ha ancora bisogno di tutto il nostro supporto. Rimani al fianco della popolazione palestinese, dona ora.